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Percorso Interruzione Volontaria Gravidanza (IVG)
Sabato, 25 Novembre 2017
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Percorso Interruzione Volontaria Gravidanza (IVG)

 

L’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), sancita dalla L. 194/1978, prevede l’interruzione volontaria di una gravidanza entro 90 giorni dal primo giorno dell’ultima mestruazione.
La legge dispone che questo intervento possa essere eseguito sia da donne maggiorenni sia da ragazze minori di età, italiane, straniere regolari o meno.
L’IVG può essere effettuata anche in forma medica tramite una pillola abortiva, da assumere entro la settima settimana di gravidanza.

La donna maggiorenne

La donna maggiorenne, entro i primi 90 giorni, può fare personalmente la richiesta presso il consultorio (CUP 0577 767676 - http://www.usl7.toscana.it/ index.php/servizi/consultori) o rivolgersi a una struttura sanitaria. L’interruzione di gravidanza può essere praticata dopo i 90 giorni, solo in casi particolari e documentati dal ginecologo. Tale stato patologico è accertato e documentato dal medico del servizio ostetrico e ginecologico.

La donna minorenne

Per la ragazza minore di età è necessario il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale, seguendo l’iter sociosanitario previsto per le donne maggiorenni.
Qualora il consenso non sia concesso da entrambi o da un genitore, o ci si trovi nell’impossibilità di coinvolgerli, è possibile rivolgersi al giudice tutelare, attraverso l’attivazione degli operatori sociosanitari (assistente sociale, psicologo e medico) presso le aziende sanitarie, le aziende ospedaliere e i consultori adolescenti.

La donna interdetta

Nel caso di persona interdetta, la richiesta di IVG può essere presentata anche dal tutore o dal marito non tutore purchè non sia legalmente separato. Gli operatori prenderanno in carico la donna e la seguiranno nei passi successivi.

La donna straniera

La legge dispone che possono sottoporsi all’IVG sia donne italiane che straniere, con o senza permesso di soggiorno. Per le donne straniere senza regolare permesso di soggiorno sono assicurate le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, tra le quali rientra anche l’IVG.
L’erogazione di queste prestazioni è subordinata al rilascio del codice identificativo STP (Straniero Temporaneamente Presente) da parte della Azienda sanitaria locale, necessario per accedere ai servizi sanitari su tutto il territorio nazionale. Per ottenerlo non è necessario esibire un documento d’identità, ma è sufficiente indicare le proprie generalità; addirittura, in caso di esplicita richiesta, può essere rilasciato senza l'indicazione del nome e del cognome.
Per le donne minorenni straniere irregolari prive di documenti le generalità fornite devono essere accettate a meno che il medico non abbia fondato motivo di presumere la minore età (18 anni).
In ogni caso è necessario rivolgersi all’Ufficio stranieri competente.
 

Ultima modifica: Lunedì, 15 Febbraio 2016 14:39