Sabato, 21 Luglio 2018
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Nuovo direttore del Dipartimento Tecnico dell’Aou Senese, è l’architetto Filippo Terzaghi

filippo terzaghi

Primi giorni di lavoro per il nuovo direttore del Dipartimento Tecnico dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, l’architetto Filippo Terzaghi. «Un professionista di altissimo profilo – commenta Valtere Giovannini, direttore generale dell’Aou Senese – che saprà interpretare la necessità di miglioramento, ammodernamento e potenziamento del nostro ospedale con una progettualità di ampio respiro e condivisa con la Regione Toscana, l’Università e il Comune di Siena». Terzaghi, nato a Livorno nel 1959, si è laureato in architettura nel 1989 al Politecnico di Milano e, successivamente, ha intrapreso una lunga carriera professionale sia nella pubblica amministrazione che nel settore privato. Terzaghi è stato direttore responsabile del servizio di lavori pubblici del Comune di Novate Milanese nonché consigliere di amministrazione e componente del comitato di presidenza del Consorzio dell’Adda su nomina del Ministero dell’Ambiente. Dal 2001 al 2006 ha lavorato con la Pirelli, prima come consulente nell’asset management pubblica utilità, poi come direttore tecnico del Consorzio stabile Pirelli RE Servizi. Dal 2007 ha poi coperto il ruolo di direttore del Dipartimento tecnico e della UOC Programmazione e Monitoraggio dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze. È membro del Consiglio nazionale della SIAIS, Società Italiana Architetti e Ingegneri della Sanità ed è esperto del NARS presso il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio. «Ringrazio sentitamente il direttore generale Valtere Giovannini per la fiducia riposta nella mia figura – commenta Terzaghi –. Con lui abbiamo condiviso un’esperienza professionale molto positiva e fruttuosa a Careggi e, quella senese, sarà sicuramente stimolante. Vengo a Siena con grande entusiasmo, alle Scotte c’è bisogno del massimo impegno: con la direzione aziendale ci siamo messi sin da subito a lavoro per fissare le prime priorità e impostare immediatamente una serie di opere di adeguamento e miglioramento della nostra struttura. Il tutto in un’ottica di condivisione e ascolto insieme a tutti i professionisti dell’Aou Senese e alle istituzioni».

 

 

Gianfranco Montesi nuovo direttore dell'UOC Cardiochirurgia

presentazione Montesi

Piena collaborazione nell’Area Vasta Toscana sud-est per l’attività specialistica della cardiochirurgia. L’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, insieme all’Università di Siena e con la piena collaborazione dell’Azienda USL Toscana Sudest, ha presentato il nuovo direttore della Cardiochirurgia del policlinico Santa Maria alle Scotte, Gianfranco Montesi, che lavorerà in sinergia con Leonardo Bolognese, direttore Dipartimento Cardio-Neuro-Vascolare dell’Azienda USL Toscana Sudest per dare una risposta immediata, completa e di alta specializzazione a tutti i cittadini delle province di Siena, Arezzo e Grosseto con problematiche cardiochirurgiche, insieme a tutti i professionisti del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare dell’Aou Senese. «L’obiettivo – spiega Valtere Giovannini, direttore generale AOU Senese – è quello di realizzare un vero Heart Team che possa valorizzare le altissime competenze già presenti alle Scotte, con una più forte collaborazione con il territorio. L’Aou Senese – prosegue Giovannini – ha una storia importante nel settore della cardiochirurgia, con eccellenze vere nella chirurgia dell’aorta e dei grossi vasi, cardiochrirurgia mininvasiva, cardioanestesia, trapianto di cuore e impianti meccanici, cardiologia clinico-diagnostica e interventistica, perfusione cardiocircolatoria e cardiovascolare. La novità sta nell’avere con noi da oggi un ottimo professionista che, insieme agli altri, possa potenziare l’alta specializzazione e migliorare la risposta assistenziale per tutti i nostri pazienti. Una specie di direttore d’orchestra in grado di armonizzare i grandi musicisti presenti». Una scelta ampiamente condivisa con l’Università di Siena, come ha sottolineato Ranuccio Nuti, prorettore alla Sanità dell'Università di Siena. Gianfranco Montesi, 61 anni, origini marchigiane, si è laureato a Bologna ed è specializzato in Chirurgia Toracica a Trieste e in Cardiochirurgia a Verona, con importanti esperienze all’estero, in particolare a Bruxelles e a Parigi. Viene dall’Aou Careggi dove si è occupato in particolare del percorso cardiochirurgico del paziente e della gestione e trattamento delle urgenze ed emergenze in cardiochirurgia. Ha al suo attivo oltre 3500 interventi come primo operatore e molti altri come tutor per i chirurghi in formazione e la sua casistica operatoria riguarda le patologie cardiovascolari acquisite dell’adulto acute e croniche. In particolare si occupa di trattamento della patologia ischemica: interventi di rivascolarizzazione miocardica in Circolazione Extra Corporea e a cuore battente, interventi per complicanze dell’infarto acute e croniche; patologia valvolare: interventi di sostituzione e di riparazione anche con accesso mininvasivo; patologia vascolare aortica acuta e cronica; patologia congenita dell’adulto; patologia dell’arteria polmonare: trattamenti dell’ipertensione polmonare tromboembolica; assistenza circolatoria in insufficienza cardiaca acuta. Si è inoltre occupato della gestione del rischio clinico all’interno del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare di Careggi. ‬«Ho trovato a Siena ottimi professionisti – afferma Montesi – e sono convinto che, con queste competenze, si possa creare una squadra forte e competitiva che condivida ed ottimizzi la migliore strategia terapeutica per il paziente. Qualità quindi intesa come un processo che passa attraverso la cultura della condivisione e dell’apprendimento, sia all’interno delle Scotte che insieme ai colleghi degli altri ospedali di Area Vasta, coinvolgendoli nel percorso decisionale dei pazienti inviati. Altrettanto importante – prosegue Montesi – è la collaborazione con i medici di base. Ho già preso casa a Siena proprio per stare vicino ai pazienti, all’ospedale e per vivere la città. Ringrazio la Regione Toscana, l’Università di Siena, l’Aou Senese e le Istituzioni per questa opportunità».

 

 

Progetto “senza tempo di attesa”: primi risultati nel settore cardiologico, in due mesi effettuate 681 prime visite cardiologiche che vengono garantite entro 5 giorni

Primi risultveduta scotteati per il progetto “Senza Tempo di Attesa”, partito in via sperimentale nell’area cardiologica per la zona senese, grazie alla piena collaborazione tra Azienda Ospedaliero Universitaria Senese e Azienda USL Toscana sud est, con il supporto della Regione Toscana. Nei primi due mesi di sperimentazione, sono state effettuate 681 prime visite cardiologiche che comprendono visita, elettrocardiogramma ed ecocolordoppler, in modo da dare una risposta completa a un bisogno di salute primario. Al momento tutte le prime visite cardiologiche vengono effettuate entro cinque giorni. «Il lavoro che stiamo portando avanti tutti insieme – spiega Valtere Giovannini, direttore generale Aou Senese – punta a ristrutturare integralmente il sistema specialistico, in cui abbiamo diverse criticità, e la cardiologia ha rappresentato uno studio pilota che, visti gli ottimi risultati ottenuti, riproporremo per le altre specialistiche. L’offerta mensile – prosegue Giovannini - è modulata sulla base della domanda di salute da parte del cittadino, questa è la chiave di volta del sistema. Ora stiamo lavorando nel settore della diagnostica per immagini con particolare attenzione alle risonanze magnetiche. Questo progetto – prosegue Giovannini – si inserisce nel piano regionale di riduzione delle liste di attesa orientato a non far crescere le prestazioni del privato in sanità ma ad investire nell’acquisto di attività aggiuntive dai professionisti sanitari pubblici, con maggiori controlli anche nel settore della libera professione che non potrà mai superare l’attività istituzionale. Sarà quindi fondamentale, come già sottolineato dal Presidente della Regione Toscana, anche l’arrivo di maggiori risorse da parte del Ministero della Salute». Le prestazioni del progetto “Senza Tempo di Attesa” sono erogate da ogni zona-distretto in base alle necessità dei cittadini, indicate attraverso il medico di medicina generale che svolge un ruolo fondamentale in piena collaborazione con il medico specialista. «Il progetto di abbattimento delle liste di attesa - aggiunge Enrico Desideri, direttore generale Azienda Usl Toscana sudest – si inserisce nel più ampio progetto riorganizzativo delle “Reti cliniche integrate e strutturate” che ha visto l'Azienda Usl Toscana sud est mettere in rete i 13 ospedali tra loro e sopratutto con l'Azienda ospedaliero-universitaria Senese, in un raccordo strutturato con il territorio e tra tutti i professionisti. Questo modello, mutuato dal Population Health Management, ci permette una presa in carico a tutto tondo del paziente che può trovare, nel proprio territorio, quella continuità e contiguità di cui ha bisogno, quindi massima specializzazione ed expertise ma anche prossimità delle cure, essenziale, soprattutto, per i pazienti cronici».

Il progetto rappresenta un cambiamento importante nella gestione del sistema di prenotazione: si tratta di un lavoro di unificazione delle procedure e di una presa in carico totale del “bisogno di salute”. Si parla, nell'ultimo anno, di 580.000 persone che si sono rivolte agli ambulatori di Arezzo Siena e Grosseto su un totale di 843.000 residenti: 2milioni e 800mila accessi per visite ed esami. Indubbiamente sono aumentati ed aumenteranno i volumi prodotti, non si può affermare, infatti, che aumentando l’offerta aumenti la domanda. In tal senso, in altre province, dove è stato sperimentato il “just in time” come per l’eco addome, è stata fatta un’analisi calcolando una previsione di 220 ecoaddome/settimana e ne sono stati programmati 230: così, ad un anno, la richiesta sulla coorte è stabile ed il tempo d’attesa per il primo accesso è entro i 7 giorni. Nella provincia di Siena i tempi per l'ecoaddome sono già di 7 giorni in Amiata, Val di Chiana e Val d'Elsa come per la visita cardiologica ed oculistica. Quindi, come dimostra questo primo anno di sperimentazione, se le prenotazioni sono fatte dai medici rispettando il criterio delle classi di priorità, i tempi d'attesa possono essere azzerati e già oggi il 70% delle visite e degli esami rispettano i tempi previsti (due anni fa erano il 40%). Ad esempio, riprendendo il tema dell'oculistica citata in questi giorni dalla stampa, per una prima visita in Val d'Elsa la prima disponibilità è domani a San Gimignano e la seconda è dopodomani a Colle Val d'Elsa, non vi sono tempi d'attesa nemmeno se la priorità è breve. Per una priorità D, ovvero differita, il primo appuntamento è il 3 luglio a Campostaggia, mentre la visita di controllo è prenotabile nei mesi successivi. Al momento le Aziende stanno anche lavorando per avvicinare la prenotazione al medico prescrittore con il progetto “Dove si prescrive si prenota”, presente già in molte sedi comuni dei medici di famiglia e nei poliambulatori (circa nel 35% dei punti di prenotazione): in questo caso è lo stesso medico che individua per il suo paziente, insieme a lui, la data dell’appuntamento sulla base del tempo più appropriato per l’esame o per la vista (classi di priorità). In ogni caso, comunque, quando c'è divario tra prenotazione e bisogno esiste un helpdesk, in tutte le province, che valuta la situazione e la risolve (90.000 prese in carico/anno). Un altro elemento su cui il progetto ha posto la propria attenzione è la vicinanza. La maggior parte delle visite specialistiche vengono già garantite nell’ambito della stessa Zona Distretto e, per tutte le indagini di diagnostica pesante (rmn, tac.), è in corso la definizione di bacini che soddisfino anche il requisito della prossimità al paziente, ovvero, che la sede di erogazione sia entro distanze accettabili. Infine, dichiarano congiuntamente Desideri e Giovannini «ci scusiamo per i disagi riscontrati dai cittadini sulle liste di attesa ma l’impegno concreto è arrivare a fine anno con la possibilità di accedere “senza tempo di attesa” alle prestazioni specialistiche delle Scotte ogni volta che un medico di medicina generale lo ritenga necessario per un suo assistito. Il nostro è un progetto complesso ma non impossibile: richiede tempi per ridisegnare l’offerta e anche per ristrutturare gli ambulatori, in condivisione con i professionisti, per una nuova cultura assistenziale».

Ultima modifica: Venerdì, 13 Luglio 2018 12:20