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Mercoledì, 25 Aprile 2018
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Immunoncologia: l'Italia, con Siena, protagonista al congresso americano AACR

maioWEB

L’Italia, con Siena, è in prima linea al Congresso annuale dell’AACR, American Association for Cancer Research, che si terrà a Chicago dal 14 al 18 aprile. La Fondazione NIBIT – Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori, presieduta dal dottor Michele Maio, direttore Centro Immuno-Oncologia dell’Aou Senese, presenterà il 16 aprile, nella sezione Late-Breaking dedicata a studi altamente innovativi e di grande impatto scientifico, i risultati preliminari dello studio NIBIT-M4, disegnato per valutare, per la prima volta, la combinazione di un farmaco epigenetico e di un farmaco immunoterapico nel trattamento del melanoma metastatico, completamente made in Italy e supportato in parte da AIRC - Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

«Lo studio NIBIT-M4 apre una nuova strada al trattamento immunoterapico del cancro – afferma il dottor Michele Maio – lo conferma il fatto che il nostro lavoro, nonostante i dati non siano ancora finali, sia stato selezionato come Late-Breaking Abstract per un meeting di grande rilevanza come AACR, in una categoria nella quale la competizione internazionale è molto forte. L’AACR ha riconosciuto lo studio NIBIT-M4 come primo importante passo di una nuova strategia terapeutica e siamo molto soddisfatti di questo risultato».

Lo studio NIBIT-M4, di fase 1b, arruola 19 pazienti con melanoma metastatico con l’obiettivo di valutare la combinazione, in sequenza, di un farmaco epigenetico di seconda generazione, la guadecitabina, che agisce sul DNA delle cellule tumorali inducendovi modificazioni chimiche, con l’anticorpo anti-CTLA4 ipilimumab. L’epigenetica, branca della genetica che studia le modificazioni ereditabili che modulano l’espressione genica, pur non alterando la sequenza del DNA, ha dimostrato infatti di avere un ruolo importante in molti dei meccanismi di crescita e progressione tumorale, nonché nel potenziare l’immunogenicità delle cellule tumorali ed il loro più efficace riconoscimento da parte del sistema immunitario.

«Questo studio si basa sull’idea di utilizzare insieme un farmaco epigenetico, capace di modificare le caratteristiche immunologiche del tumore e dell’ambiente in cui vive per renderlo più visibile alle difese immunitarie, e un anticorpo immunomodulante che attiva il sistema immunitario in modo che sia maggiormente reattivo a riconoscere le cellule tumorali modificate – afferma Anna Maria Di Giacomo, oncologo della U.O.C. Immunoterapia Oncologica e coordinatore della Sezione degli studi di fase I/II del CIO dell’AOU Senese, principal investigator dello studio – una strategia innovativa, sequenziale, che punta quindi a far ‘abbassare la guardia’ al tumore, rendendo in questo modo più efficace l’attività dell’immunoterapia e, conseguentemente, del sistema immunitario, nel far regredire il tumore. I dati iniziali che presenteremo al congresso AACR confermano quello che abbiamo osservato in fase pre-clinica, ovvero che questa strategia funziona». «È uno studio importante – conclude Michele Maio – anche per gli scenari futuri: immaginare che noi possiamo massimizzare l’efficacia dei farmaci immunoterapici di nuova generazione, ma anche di quelli già a nostra disposizione, cambiando le caratteristiche del tumore e del micro-ambiente in cui vive, apre nuove prospettive di trattamento, anche per quei pazienti che ad oggi non sono responsivi all’immunoterapia».

Studi pre-clinici, condotti in laboratorio dal gruppo di ricercatori del CIO della AOUS, coordinati da Michele Maio nell’arco di oltre un decennio anche grazie al supporto di AIRC, hanno evidenziato il ruolo e l’influenza dell’epigenetica sui tumori; anche la rivista Nature Medicine ha sottolineato la forte valenza innovativa della combinazione tra un farmaco epigenetico e un anticorpo immunomodulante nel trattamento dei tumori, identificando il gruppo italiano tra i capostipiti di questo approccio terapeutico.

 


 

 

Corso di Origami per i piccoli pazienti grazie alla collaborazione Italia-Cina

origamiWEBLa collaborazione internazionale tra l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese e la Cina si arricchisce di un nuovo momento di scambio formativo e culturale, mirato per di più a donare un sorriso ai piccoli pazienti del policlinico Santa Maria alle Scotte. Questo il significato del corso di origami che ha allietato il pomeriggio nella UOC Pediatria, diretta dal professor Salvatore Grosso. Tre insegnanti cinesi hanno guidato i bambini nel tagliare e piegare la carta, realizzando i tipici caratteri e gli animali della tradizione orientale, e pitturare le maschere dei personaggi che arricchiscono l’Opera teatrale di Pechino. L’evento è stato resto possibile dalla collaborazione istaurata dall'Ufficio Rapporti Internazionali dell'Aou Senese con l'Istituto Confucio di Pisa che, dal 2008, promuove la cultura cinese in oltre 100 paesi nel mondo grazie ad un accordo con la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e Università di Chongqing.


 

Collaborazione internazionale con il Kenya nel segno della generosità

carico letti per Kenya

Siena e il Kenya unite nel segno della generosità. È questo lo spirito che accompagna l’ormai ultradecennale collaborazione tra l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese e il North Kinangop Catholic Hospital, che si trova a circa 140 chilometri a nord di Nairobi. Nell’ambito della cooperazione internazionale tra le due strutture - avviata nel 2005 e il cui referente per l’Aou Senese è il neonatologo Stefano Zani -, 30 letti e 30 comodini in dismissione del policlinico delle Scotte sono stati inviati nella struttura africana dove arriveranno tra circa due mesi tramite nave. «Sono 13 anni che viene portata avanti questa importante collaborazione – spiega il dottor Zani, che cura il progetto internazionale insieme alla dottoressa Barbara Tomasini, direttore della UOC Terapia intensiva neonatale -. Si tratta di attrezzature che serviranno a migliorare l’ambiente ospedaliero keniota: l’iniziativa rappresenta pertanto una bella dimostrazione di generosità che dà aiuto alle popolazioni locali e, allo stesso tempo, permette di recuperare beni aziendali trovando un modo utile di riutilizzo. Tutto questo – conclude il dottor Zani - è stato possibile grazie a una procedura aziendale specifica e all’impegno di tutti i componenti del comitato per la cooperazione internazionale dell’Aou Senese».

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Ultima modifica: Martedì, 17 Aprile 2018 11:26