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Medicina nucleare

Responsabile: Paolo Bertelli
Coordinatore tecnico-sanitario: Massimo Costantini
Coordinatrice infermieristica: Manola Maffei

 ISO 9001 2015 COL

 

La Medicina Nucleare - certificata ISO 9001:2015 - è la branca specialistica della medicina che impiega radionuclidi artificiali a scopo diagnostico e terapeutico.

 

In ambito diagnostico, al paziente viene somministrata una sostanza radioattiva (radiofarmaco), il paziente stesso diviene, quindi, fonte di radiazioni che sono registrate dall'esterno per mezzo di un opportuno strumento:

- nel caso di impiego di radiofarmaci che fanno uso di isotopi gamma-emittenti si impiega una strumentazione denominata “gamma camera” che permette di eseguire studi bidimensionali (scintigrafie) o tomografici (SPECT = tomografia ad emissione di fotone singolo);

- nel caso di radiofarmaci con emittenti di positroni  si impiega una sofisticata strumentazione  (PET-CT) che consente l'acquisizione tomografica dei dati "funzionali" della radioattività emessa dal paziente (PET = tomografia ad emissione di positroni)  associata all'acquisizione di uno studio "morfologico" di tomografia computerizzata (CT)

Il radiofarmaco viene scelto in modo che si concentri nell'organo in esame o che si comporti come “tracciante” della funzione biologica studiata.

Il periodo di attesa tra la somministrazione del radiofarmaco e l'acquisizione delle immagini varia per ogni esame (da pochi minuti ad alcune ore con necessità, in taluni casi, di acquisizioni di studi a distanza di alcuni giorni); ciò dipende dal tempo necessario per l'accumulo della molecola nelle regioni corporee di interesse.

Il radiofarmaco non è un mezzo di contrasto.

L’esposizione alle radiazioni che deriva dagli esami medico-nucleari è in ambito del tutto accettabile e paragonabile a quella relativa alle indagini radiologiche (TC). Nel rispetto delle linee guida internazionali e della normativa vigente è posta molta attenzione nel prendere ogni precauzione per limitare l’esposizione alle radiazioni ai livelli più bassi possibili compatibilmente con la corretta esecuzione dell’indagine e giustificare il beneficio di una diagnosi precoce ed accurata non ottenibile con altre metodiche (valutazione dell'appropriatezza).

La gravidanza rappresenta, comunque, una controindicazione all'effettuazione di studi di medicina nucleare.

Il rischio di esposizione per i familiari è assolutamente trascurabile, tuttavia dopo l'esame è opportuno che il paziente eviti uno stretto e prolungato contatto con i bambini e le donne in gravidanza.

 

In ambito terapeutico vengono somministrati radiofarmaci che emettono radiazioni dotate di altissima energia, ma con scarso potere penetrante, così da permettere la distruzione dei tessuti bersaglio, senza danneggiare significativamente i tessuti sani circostanti.

Propedeuticamente all'effettuazione della terapia viene effettuata una visita pre-trattamento per la valutazione clinica e preparazione all'effettuazione della terapia stessa.

 

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Ultima modifica: Lunedì, 09 Luglio 2018 10:44